sabato 13 ottobre 2007

Un blog di fantascienza

Perchè ?
Perchè i post che ho riportati esattamente come furono scritti sono tra quelli con il maggior numero di accessi nel mio blog generalista Blacknights , a riprova che la fantascienza è un tema di interesse.
E poichè mi interessa, ho pensato di aprire un blog ad essa interamente dedicato, dove annoterò commenti, recensioni e critiche.
L'indirizzo del blog, scartate parole banali (e infatti già "occupate") che richiamassero film o personaggi famosi, è tratto dal romanzo di fantascienza da me preferito: "Il giorno dei Trifidi" di John Wyndham.
L'immagine è di Babylon 5.

6 commenti:

Kabuki ha detto...

Che dire... un blog di fantascienza trovato a caso...
Post del 13 ottobre, giorno del mio compleanno...
Vieni a fare un giro anche sul nostro sito! :)
http://engage.netsons.org
Non è spam, non è pubblicità... è solo una sorta di "noi veniamo a leggere le tue cose, tu vieni a vedere le nostre!"

Ah... "Il giorno dei trifidi" in versione celluloide è apparso sui nostri schermi due o tre anni fa, recuperato in un vecchio noleggio VHS!

Anonimo ha detto...

Salve, ne approfitto anch'io per segnalarvi la mia webtv dei classici di fantascienza dagli anni 50 agli anni 90. Ci sono film, anche inediti, in onda 24 ore su 24 e presto anche anime e cartoons giapponesi di fantascienza del passato. La tv si chiama DOTTOR FUTURO e si trova all'indirizzo http://www.mogulus.com/dottorfuturo
Venite a trovarci !! :-)

Alberto Fortunato ha detto...

L’indice di Bravais – Pearson spiega il rito voodoo - di Alberto Fortunato

Da Caos, segnali e visioni di Alberto Fortunato

Ho fatto un sogno. Comunque è vero, quando il tuo innato desiderio di equilibrio non permette che si configurino intenzioni destabilizzanti nella tua mente, queste, non tardano a trovare il varco nell’inconscio. Desideri ciò che non ti concedi. Voglia di conoscenza. Le intenzioni però affiorano mascherate. Scelgono i simboli. Ricorrono ad un subdolo mascheramento.

Lo ammetto. Nonostante l’animazione dissuasiva di Jenny, il mio progetto di documentare il rito voodoo delle nigeriane in pineta non tarda a prospettarmi tutti i possibili risvolti operativi. L’ennesimo pacco arrivato grazie alla South African Express conteneva due “oggetti” da recapitare ad un indirizzo del litorale domitio. Lo sapevamo grazie alle intercettazioni ambientali dalla procura di P.

Io avevo accettato l’incarico senza esitare. Jenny e Oreste avevano esitato. Poi avevano accettato per non impedirmi di andare avanti. La rilevazione aveva lo scopo di documentare il fenomeno in tutte le sue manifestazioni. Bisognava dare una spiegazione razionale riguardo alla “apparente” e strana correlazione tra i rituali celebrati e le ferite diagnosticate ai “ signori venuti per la guerra ” tenuti sotto osservazione all’ospedale di L.M.

Infliggere sofferenze a distanza ? Ma stiamo scherzando? Siamo in Italia ma - mi ripeto - è tutto possibile.
Quarantacinque notti consecutive di appostamenti. Fuochi, foto e riprese notturne. In tutto, venticinque riti documentati. E ci fermiamo. Il campione lo reputiamo sufficientemente rappresentativo.

Il modello interpretativo della correlazione che progetto è semplificato al massimo. Riduco le due variabili “la celebrazione del rito” e “la comparsa dei malori e delle ferite sull’addome” ad una logica binaria fatta di “si” e di “no”. In corrispondenza di ciascuna delle quarantacinque date (i giorni dell’osservazione in pineta) inserisco “si” e “no”. Osservo insomma, per ogni data, se c’è una corrispondenza tra l’effettiva celebrazione del rito e la comparsa delle ferite sul corpo delle persone ricoverate e tenute in osservazione.

- Mercoledì 2 Gennaio: “si” il rito è stato celebrato - “si” sono comparse ferite
- Giovedì 3 Gennaio: “si” il rito è stato celebrato – “si” sono comparse ferite
- Venerdì 4 Gennaio: “no” il rito non è stato celebrato – “no” non sono comparse ferite
- Sabato 5 Gennaio: “si” il rito è stato celebrato – “no” non sono comparse ferite


E così altri dati per ancora 41 giorni di osservazione e di certificazioni rilasciate dalla struttura ospedaliera.

Bravais – Pearson indice di correlazione. Mi scrivo la formula a penna sul pacchetto di Winston e me la ripeto a voce alta col sottofondo di radio dj in macchina. Faccio presto a calcolare le medie sul Nokia, ma per la covarianza e le deviazioni standard aspetto di arrivare a casa. Excel, stufetta e cioccolata calda. Sto comodo e digito nella cella A8. Al numeratore la covarianza, al denominatore il prodotto delle deviazioni standard e all’invio della tastiera mi arriva un brivido sulla schiena. 0,94. Chiamo Jenny. Sono sveglio?

L’indice di Bravais – Pearson spiega il rito voodoo


Da Caos, segnali e visioni di Alberto Fortunato

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

Thanks for your sharing, it' s very useful