sabato 27 dicembre 2008

I Sopravvissuti, finalmente in dvd

Una serie cult degli anni settanta rimasta nella memoria di tanti trova, da oggi, la sua prima distribuzione in dvd in Italia e, ciliegina sulla torta, conterrà anche la misteriosa terza stagione, mai trasmessa in Italia.
Leggo nel sito della Hobby & Work che sono previsti 19 dvd con uscite quattrordicinali per i primi tre e, dal quarto, settimanale .
In pratica, se la periodicità annunciata sarà rispettata, nel prossimo maggio potremo avere l’intera serie in dvd.
A distanza di 30 anni, quanti tra il 1976 e il 1980, prima grazie alla televisione della Svizzera Italiana, poi con la vecchia Rai, si appassionarono alle prime due stagioni potranno vedere la conclusione del ciclo originario.
Originario perché, pressoché in contemporanea, la Bbc ha prodotto la prima stagione della nuova serie che speriamo di possa essere all’altezza dell’originale e di poter vedere quanto prima.
Magari dopo il “ripasso” che le previste 19 uscite (2 puntate a dvd) consentiranno a tutti gli appassionati ed anche per conoscere la fine della prima serie.
Io appartengo alla generazione che, ventenne nel 1976, vide la serie l’anno successivo la sua trasmissione in Inghilterra e grazie alla Tv Svizzera Italiana.
Mi ricordo che fu un caso che sintonizzai la televisione sul canale giusto e lo sceneggiato appassionò non solo mio padre che comunque ha sempre condiviso il piacere di un film o di un libro di fantascienza, ma anche mia madre che guardava sempre con malcelato disgusto – come spesso fanno le donne … - ai libri “degli omini verdi e dei dischi volanti”.
In effetti i Sopravvissuti non hanno nulla a che vedere con “omini verdi e dischi volanti” ed ho sempre accostato la serie a quello che, per me, resta il miglior romanzo di fantascienza che abbia mai letto: Il giorno dei Trifidi di John Wyndham.
E’ il mondo del dopo-catastrofe … il 95% della popolazione mondiale è morto … non c’è più chi faccia funzionare i tanti meccanismi che ci danno benessere e sicurezza … pochi sono i sopravvissuti che hanno il compito di ripopolare la Terra … di dare un futuro all’Umanità … di costruire una nuova società … migliore … ma i pericoli sono in agguato … e provengono anche da altri uomini … e la grande Storia dell’Umanità ricomincia


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sabato 4 ottobre 2008

Primeval: aspettando la terza stagione

Così, domenica scorsa, Jimmy (canale 140 di Sky) ha trasmesso il settimo ed ultimo episodio della seconda serie di Primeval.
La struttura è stata mantenuta invariata rispetto alla prima serie, anche se si sono accentuati gli “effetti speciali” relativi ai “mostri” preistorici e del futuro che attraversavano le “anomalie” per venire nella nostra epoca.
Ma l’idea ha retto molto bene (solitamente la seconda serie è quella più a rischio flop) a dimostrazione che può essere ancora sfruttata.
Gli autori se ne sono resi conto e, infatti, la scena finale è quella di Helen che lascia aperta la prospettiva di nuove vicende, ipotizzando anche con la “resurrezione” di Stephen che, in un mondo parallelo, probabilmente non sarebbe mai morto, esattamente come mai è nata, nella seconda serie, Claudia, sostituita da Jenny.
Nella seconda serie inverosimile, ma divertente la figura non più dello scienziato pazzo, ma del burocrate con ambizioni da dominatore del mondo, mentre se Helen è diventata una cattiva a tutto tondo, anche con una vena di follia, Lester, che nella prima serie rappresentava il grigio funzionario dello stato tanto potente, quanto intellettualmente limitato, è stato “umanizzato” e reso quasi simpatico nel confronto con il “burocrate pazzo” suo sottoposto.
Nessun cambiamento, invece, nei personaggi di Nick, Jenny (la ex Claudia) e dei due ragazzotti (Abby e Condor) la cui presenza è solo di contorno.
Aspettiamo dunque la (promettente) terza stagione.
Tre, un numero fortunato, perché anche “I Sopravvissuti”, mitica produzione inglese degli anni settanta di cui si attende l’uscita in dvd, ebbero le loro tre stagioni di successo.


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sabato 6 settembre 2008

I Sovrani delle Stelle

Alcuni mesi fa in un commento al primo post su Primeval , Freeman mi chiese di un romanzo di cui ricordava la trama, ma non autore e titolo.
Caso volle che si trattasse di uno dei miei autori preferiti e mi consentì di rispondere a memoria.
Edmond Hamilton con i suoi Sovrani delle Stelle (ed il seguito “Ritorno alle stelle”) è infatti uno di quegli autori di fantascienza che più mi ha regalato momenti piacevolissimi nella lettura di storie che stimolano la fantasia a galoppare lungo sentieri sconosciuti e spazi immensi.
Appartengo ad una generazione che ha passato una infanzia felicissima, pur senza tanti gadget che fanno parte degli accessori indispensabili dei bambini di oggi.
Per noi un il ramo caduto d’albero dalla forma un po’ particolare diventava una avveniristica arma spaziale e bastavano pochi soldatini per sentirsi dei generali vittoriosi.
E’ naturale che una storia come quella dell’uomo comune John Gordon, tornato dalla guerra (la seconda guerra mondiale) dove aveva comandato un caccia e sedutosi nuovamente alla sua noiosissima scrivania di contabile di una assicurazione, non potesse che accendere il piacere della lettura dell’intero romanzo, del suo seguito e quindi una miglior conoscenza dell’autore.
A chi non piacerebbe se un principe del futuro ci portasse nel suo tempo, al comando di una intera flotta spaziale per salvare il mondo ?
Credo che in ciascuno di noi alberghi, ad ogni età, lo spirito che ha fatto grande l’Umanità, lo spirito dell’avventura, della conoscenza, della speranza per il futuro e della libertà che, quotidianamente, viene soffocato dalle necessità, dalle convenienze sociali, dagli obblighi del ruolo che ricopriamo.
Allora perché rinunciare, almeno, a sognare con Hamilton e immedesimarci in John Gordon, uomo del nostro tempo che ha avuto la fortuna di essere scelto per un esperimento del lontano futuro e, come se non bastasse, anche quello di impalmare una principessa, immancabilmente bella, ricca, coraggiosa e con un intero mondo da governare.


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domenica 31 agosto 2008

Battlestar Galactica: la seconda serie in dvd

La fantascienza, soprattutto le serie di successo, sono una miniera per gli editori di collezioni in dvd.
Sanno che c’è uno “zoccolo duro” di appassionati che compra ogni versione del telefilm preferito.
Battlestar Galactica non fa eccezione.
In agosto sono usciti i primi due dvd, editore Hobby & Work, della seconda serie.
In previsione ci sono 17 dvd che iniziano con la “miniserie” di raccordo con la serie originale e finiscono con la sin troppo “esistenziale” terza stagione.
Un peccato che in questa nuova versione non sia stato deciso di riproporre anche la serie originale della fine anni settanta, per completare il quadro e anche come testimonianza del cambiamento negli effetti speciali, ma anche e soprattutto nei contenuti del telefilm, con il prepotente spazio acquisito dalle figure femminili.
La qualità dei dvd (almeno dei primi due) è, tutto sommato, dignitosa e il prezzo abbordabile (10 euro, o, meglio, 9,90 ad eccezione del primo dvd a 6,90) considerato anche che le uscite sono previste quattordicinali.
Le tre stagioni della seconda serie, sono state trasmesse su Fox, canale 110 di Sky.


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lunedì 25 agosto 2008

Babylon 5, ultima stagione

Siamo così giunti all'anno 2262.
Babylon 5 è giunto alla sua quinta e ultima stagione.
Su Jimmy (canale 140 della piattaforma sky) ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle ore 18,25 circa, vengono trasmessi gli episodi inediti in Italia del quinto anno della saga della stazione Babylon.
Potevano risparmiarsela.
Tanto era appassionante Babylon 5 nelle prime quattro stagioni, quanto sembra un allungamento forzato del brodo in questa serie.
Non c'è più il Comandante Susan Ivanova (Claudia Christian) sostituita dal Capitano Elisabeth Lockley (Tracy Scoggins).
Gli altri sono rimasti tutti.
Sembrano svuotati, come se le Ombre li avessero privati della loro forza.
Anche il personaggio di Londo Mollari (Peter Jurassick), simpaticamente cattivo, mostra noiosissimi segni di umanità.
Siamo ormai arrivati a metà della quinta stagione, ma se non arriva un colpo di reni in questa seconda metà Babylon 5 chiude senza rimpianti.
Peccato, perchè l'idea era originale e la storia costruita molto bene.
Almeno sino alla vittoria contro il perfido presidente Clark (terzultimo episodio della quarta serie) e alla costituzione dell'Alleanza Mondiale.
Poi si sono persi in pensieri buonisti e concetti misticheggianti che nulla hanno a che vedere con un solido telefilm di fantascienza che non deve perdere di vista il fatto di essere solo fantascienza.
A meno che lo sceneggiatore non pensasse di ripercorrere la fortunata strada di Ron Hubbard ...

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sabato 23 agosto 2008

Primeval, la seconda stagione

Il prossimo 7 settembre Jimmy (canale 140 della piattaforma Sky) trasmetterà in prima italiana la seconda stagione di Primeval.
La serie, di produzione e ambientazione inglese, ha avuto un notevole successo, considerato che è stata trasmessa da un canale satellitare.
L'idea innovativa, la capacità di creare attesa e la stessa ambientazione, richiamano i famosi Sopravvissuti, produzione degli anni settanta, sempre inglese, prototipo dei vari "Virus letale" di cui furono prodotte tre stagioni, solo due trasmesse in Italia.
Anche in quella occasione, prima della Rai (che pare trasmetterà la serie) il prodotto fu lanciato da una televisione "libera", quella della Svizzera Italiana che, al tempo, trasmetteva interessanti sceneggiati e rappresentava, almeno al Nord, una buona alternativa al monopolio statale della Rai.
Per chi volesse "ripassare" la prima stagione o per chi se la fosse inopinatamente persa, ogni domenica, già dal 17 agosto, alle 21,00 vengono trasmessi due episodi, sempre su Jimmy.
Se la seconda stagione saprà conservare lo spirito della prima, Primeval è destinata a diventare una serie "cult" della fantascienza televisiva.

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sabato 28 giugno 2008

Dante's Peak

Ieri mattina, passando in edicola per comprare il Carlino, mi è caduto l’occhio su una nuova uscita in dvd.
Tra le tante offerte, per tutti i gusti, sono stato calamitato da Dante’s Peak, film americano del 1997, con Pierce Brosnan (penultimo 007) e Linda Hamilton (la futura madre del futuro capo degli umani in Terminator).
Un film che appartiene al filone iniziato nella prima metà degli anni settanta dagli indimenticabili Airport, Terremoto e L’Inferno di Cristallo e che, dopo averlo visto al cinema, ho rivisto ad ogni passaggio televisivo (una decina di volte) perché mantiene sempre la sua piacevolezza, pur conoscendone la storia ed il finale.
Il genere è, dunque, “catastrofico” (disaster movie per gli anglofoni), però lo includo in questa rassegna sulla “mia” fantascienza, perché ha alcuni caratteri di quel genere di narrazione che mi piace ritrovare e che appartengono, a cominciare dalla introduzione, al classico della fantascienza (al cui alveo vengono ricondotti comunque anche altri generi come il fantasy e persino l’horror, per cui mi ritengo in diritto di inserirvi anche Dante’s Peak).
Dopo un flash back che anticipa la parte centrale del film, il film si sposta in una cittadina di provincia, di quella provincia dove non accade mai nulla di rilevante.
Quella provincia che viene descritta così bene da John Wyndham in praticamente tutti i suoi romanzi e da dove prende sempre inizio una situazione al limite dell’apocalisse.
Dunque una cittadina di provincia, ai piedi di un vulcano tranquillo da secoli, ma … ma Pierce Brosnan non si fida.
Rileva segni per lui inequivocabili di prossima eruzione.
Non viene creduto neppure dai suoi colleghi che si fidano troppo degli strumenti tecnologici, fino a quando è troppo tardi ed inizia la corsa per salvarsi.
E la caratteristica della furia degli elementi che distrugge tutto, non può forse essere equiparata alla malattia misteriosa che si diffonde rapidamente e uccide miliardi di persone (I sopravvissuti ) o all’uscita della Luna dall’orbita terrestre (Spazio 1999 ) ?
Ecco ancora, dopo un tranquillo inizio nella sperduta e pacifica provincia americana, la lotta di pochi per salvarsi contro un nemico inaffrontabile.
Per chi vuole passare un paio d’ore godendosi le peripezie altrui e, poi, mangiarsi un gelato pensando come è bella la noiosa tranquillità di una città italiana ... quando è ben lontana da vulcani e terremoti ... già, quando ...



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mercoledì 11 giugno 2008

Un numero da collezione

Da sabato scorso è disponibile (credo in poche copie limitate essendo la tiratura quasi per intero venduta su prenotazione) edito dalla Elara Libri (Via Fossolo 10 Bologna) il numero 50 di Futuro Europa.
Futuro Europa è la rivista/libro che contiene solo fantascienza europea.
Non si può dire che non sia un volume di spessore: 4,5 cm. per oltre 700 pagine a due colonne, con gli stessi caratteri dei precedenti numeri.
Descrivere l’impressione che fa ricevere questo volume (il mio marcato con il numero progressivo “90”) non è facile.
Uno si reca presso la Redazione della Elara pensando di ritirare una rivista e torna a casa con un volume di romanzi, racconti e saggistica delle dimensioni di un piccolo dizionario.
Considerato che la Elara ha deciso di fare questo volume extra abbonamento e su prenotazione e che, a quanto pare, sono rimaste poche copie non prenotate (stampate penso per “arrotondare” il numero delle copie) è facile capire che il numero 50 di Futuro Europa diventerà un pezzo da collezione.
Per le dimensioni.
Perché mai rivista di fantascienza esclusivamente europea era stata così longeva.
Perché rappresenta la “summa” di un lavoro decennale che la Perseo prima e la Elara poi ha portato avanti.
Farei un torto all’intelligenza di chi mi leggesse se dicessi di aver già letto tutto.
Anzi, sono appena all’inizio, al primo romanzo breve.
Sfogliando però i titoli e gli autori, credo che arriverò alla fine a dare un giudizio di solo parziale condivisione delle scelte della Redazione, esattamente come per gli altri numeri di Futuro Europa.
Il mio è il classico giudizio di chi non ama la fantascienza cervellotica, quella che vuole fare comunque scandalo, lanciare messaggi particolari, mentre amo la fantascienza spaziale, quella avventurosa, quella che racconta, senza pretese di salvare il mondo o di insegnare qualcosa, una bella storia, quella che racconta di come l’Umanità può risorgere dopo le distruzioni da se stessa provocate.
Futuro Europa, ospitando autori europei molto più intimisti, sociologi ed esistenzialisti di quelli anglo sassoni (a proposito: nella rivista per “fantascienza europea” si esclude quella inglese …) ci porta a leggere, non sempre, ma un po’ troppo spesso per i miei gusti, quel tipo di storie.
Ma se è giunta al numero 50, vuol dire che ha un suo pubblico e mi sembra giusto che una Casa Editrice specializzata nel settore offra un panorama a 360 gradi di quello che è la fantascienza.
Infatti l’altra rivista/libro, la storica Nova SF*, pubblica romanzi e racconti che condivido almeno per due terzi, così come i romanzi pubblicati nelle collane Biblioteca e Narratori.
Così il lettore può scegliere, può sperimentare, può, se vuole, scoprire qualche nuovo autore in altri modi sconosciuto.
E il numero 50 di Futuro Europa ci consente un ampio assaggio di quel che è la fantascienza europea oggi.


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lunedì 2 giugno 2008

A come Andromeda

Una cara amica che mi conosce da una vita, mi ha regalato un cofanetto con tre dvd, nei quali sono riprodotte tutte le 5 puntate dello sceneggiato che la Rai trasmise in prima serata tra gennaio e febbraio 1972.
Uno sceneggiato che fece epoca, un primo tentativo di realizzare un prodotto di qualità, nazionale, con la fantascienza.
Nel 1972 erano già apparse le due serie, inglesi, di Ufo ed esisteva una base di appassionati della fantascienza, grazie ad Urania, che resisteva alle “picconate” di chi la considerava letteratura e cinematografia di serie “b”.
Cinque anni dopo, il grande successo di Star Wars, Guerre Stellari, avrebbe spazzato via i dubbi, limitandoli solo a conventicole intellettualoidi autoreferenziali che della fantascienza apprezzavano solo quella fanaticamente “sociale”.
A come Andromeda, complice anche il monopolio Rai, tenne inchiodati milioni di spettatori grazie ad una trama solida e una recitazione senza sbavature.
Riguardare infatti questi sceneggiati, con il loro “sapore” in bianco e nero, ci fa apprezzare ancora di più l’arte della recitazione, quella vera, con una perfetta dizione in italiano: quanta differenza con certi prodotti girati in presa diretta, dove i rumori di fondo coprono le parole spesso pronunciate se non in dialetto, con un italiano infangato dalla cadenza locale !
A come Andromeda non fa eccezione ai lavori di qualità della televisione di allora, un prodotto fondato su un cast di tutto rilievo con Luigi Vannucchi, morto suicida pochi anni dopo, una splendida Paola Pitagora, già Lucia Mondella nei Promessi Sposi … quelli “veri” almeno per gli italiani della mia generazione, Nicoletta Rizzi che, a riprese già iniziate, sostituì la solita, bizzosa Patty Pravo in un ruolo che sembrava scritto apposta per la ragazza del Piper.
E ancora Tino Carraro, Giampiero Albertini e Franco Volpi le cui caratterizzazioni di generali, scienziati, politici e magistrati erano insuperabili.
Un segnale proveniente da Andromeda viene interpretato e in base alle istruzioni viene costruito un gigantesco calcolatore che “crea”, togliendo la vita e ricreandola, una “persona”.
Si intrecciano con questa vicenda altre di genere giallo (omicidi e morti misteriose) e di spionaggio, tutti generi che ora come allora catturavano l’attenzione degli spettatori.
A come Andormeda mantiene, a mio parere, la stessa forza evocativa e cattura l’attenzione anche oggi, come è per Belfagor o Il segno del comando, altri due sceneggiati che fecero epoca e che, in senso lato, possono essere accostati alla fantascienza televisiva.
Un prodotto di qualità rimane inalterato negli anni e se pettinature e abbigliamento denunciano l’epoca in cui fu girato, la trama resta avvincente e, come dice la nota di copertina del cofanetto: “Questa storia si svolge in Inghilterra … l’anno prossimo”.
E l’ambientazione – anche perché la trama è di due autori inglesi: Fred Hoyle e John Elliot – è tipicamente inglese.
Di quella Inghilterra tranquilla, di campagna, dove sembra non accada mai nulla e dove, però, all’improvviso “scoppia” una tempesta di misteri e di tensioni.
E’ l’Inghilterra che amiamo in John Wyndham, Il Giorno dei Trifidi, ma anche Il villaggio dei dannati/I figli dell’invasione ed è l’Inghilterra di Ufo del Comandante Straker , passando per quella dei Sopravvissuti ed arrivando ai giorni nostri, all’Inghilterra di Primeval .
A come Andromeda riesce, con un prodotto nazionale, della nostra Rai, a catturare quello spirito che troviamo in tutti quei romanzi e sceneggiati, rendendolo ancora più adatto al pubblico italiano.
Purtroppo –trattandosi di un regalo - non sono in grado di fornire indicazioni per l’acquisto.
Posso solo dire che il cofanetto deve essere un prodotto recentissimo (porta il copyright 2008 per Medialia srl e Rai Trade spa) e potrebbe esser parte di una collana più vasta, avente come titolo “ i migliori anni della nostra TV”.
A come Andromeda, uno sceneggiato di qualità, che non ha età e per chi ama la buona fantascienza.


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mercoledì 7 maggio 2008

La storia alternativa di Mario Farneti

E' finalmente uscita l'edizione economica del terzo volume della storia alternativa disegnata da Mario Farneti.
Con "Nuovo Impero d'Occidente", 530 pagine , TEA, €. 9,60, si conclude (? ... spero di no) il ciclo di romanzi che, partendo dalla seconda guerra mondiale, tratteggiano il mondo come avrebbe potuto essere se ...
Il famoso "what if" della fantascienza ucronica, viene qui proposto in chiave italiana, con una trilogia nella quale appaiono personaggi esistiti nei ruoli che avrebbero potuto avere e di fantasia e vicende che non sfigurerebbero in una classica saga fantascientifica.
Sicuramente l'idea di base a molti non piacerà.
L'Italia Fascista sopravvive alla seconda guerra mondiale, rifiutando l'alleanza con i tedeschi e stringendo una solida alleanza con gli Stati Uniti, assieme ai quali combatterà in Vietnam per fermare il cancro comunista.
L'Italia Fascista, retta ancora dal Duce Benito Mussolini, è così diventata una potenza mondiale che riesce, anche con l'aiuto di misteriosi personaggi che rappresentano la continuità dell'Antico Impero Romano, con le sue Vestali, a sconfiggere il comunismo.
Era la trama del primo romanzo (Occidente).
Siamo quindi al secondo capitolo della saga: Attacco all'Occidente.
Sono i musulmani, questa volta, ad attaccare l'Occidente e ad invaderne le nazioni, ivi inclusa una sempre più potente Italia, governata dal nuovo Duce Romano Tebaldi.
Ancora una volta il nemico verrà sconfitto senza possibilità di recupero.
Ma i primi due romanzi sono una preparazione per la conclusione che ha anche affreschi di saga spaziale.
Questa volta il nemico è esterno ed interno, presente e passato.
Sono due razze che si sono combattute nei millenni passati di cui siamo i pronipoti.
L'Italia Fascista primeggia nel mondo e nel 2012 diventa la nazione leader che salverà la Terra da una rinnovata catastrofe, con l'aiuto degli Antichi che, poi, ripartono sulla loro potente astronave.
E' un romanzo nel quale non ci si fa mancare nulla: guerra, tradimenti, atti di eroismo, amore.
Mario Farneti scriverà anche senza tanta poesia (come alcuni critici sostengono) ma l'affresco che ci fornisce della ipotetica Italia Fascista di Occidente non può che far piacere a chi, nonostante tutto, considera l'Italia erede di Roma e naturalmente destinata ad un posto di primo piano nella comunità mondiale.
Una trilogia (con 25 euro si comprano tutti i volumi in economica) consigliatissima a chi è ancora capace di sognare.
Sconsigliata al fegato di comunisti e antifascisti in servizio permanente effettivo.



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domenica 20 gennaio 2008

Fantascienza Tricolore

Un paio di commenti nei precedenti post, mi portano a questo ulteriore salto di argomento.
E se il primo commento parlava di uno strano banner apparso su fantascienza.com che, ora, sappiamo si tratta del “lancio” di Sci-fi Italia sulla rete Premium Gallery di Mediaset (digitale terrestre) il secondo, di Freeman, arriva alla letteratura, cioè alla base di tutto.
Freeman chiedeva di un romanzo che è un classico della fantascienza, scritto da uno dei Grandi di questa letteratura, Edmond Hamilton.
I due romanzi del ciclo di John Gordon (“I sovrani delle stelle” e “Ritorno alle stelle”) li ho nella edizione della Libra, collana “Classici”, degli anni settanta.
Molti sono i romanzi di qualità che hanno caratterizzato la storia di questa letteratura.
Purtroppo le esigenze di incasso immediato, oltre alle mode in continua evoluzione, non sempre consentono di rinvenire quei titoli che formano una biblioteca di fantascienza rappresentativa.
Allora è necessario rivolgersi ed affidarsi alle scelte di “Editor” esperti, che abbiano conoscenza della materia.
E’ il caso di Ugo Malaguti, bolognese, che dopo la Libra ha creato la Perseo e, ora, è il direttore delle collane della Elara .
Giovanissimo, grazie alle scelte editoriali di Malaguti, imparai a conoscere i classici da Williamson ad Hamilton a Simak, Van Vogt, Heinlein e anche quell’Hubbard che sarebbe poi diventato ricco e famoso per aver fondato Scientology.
L’anno del militare lo passai leggendo una nuova autrice come Tanith Lee.
A seguire una ottima fantascienza italiana.
Fino all’ultimo nato, il “Semen” di Bruno Vitiello, di cui riproduco la copertina, uscito appena una settimana fa e che con le sue 530 pagine si impone come uno dei romanzi che farà storia nella fantascienza italiana.
Un romanzone che, a dispetto della dimensione, si legge con grande facilità e passione.
Ottima l’idea attorno alla quale è costruito: una sterilità totale colpisce la popolazione maschile mondiale.
Perché l’umanità possa sopravvivere è necessario recuperare e conservare il seme di quei pochi uomini ancora riproduttivi.
Avventure, affreschi di colore locale, una trama avvincente fino alla conclusione.
Forse qualche concessione di troppo al “politically correct” (nonostante un finale che mi piace anche dal punto di vista “ideologico”) e magari qualche manierismo che si poteva evitare, ma che esprime anche la profonda cultura dell’Autore.
Un’altra azzeccata scelta di Malaguti, una piacevole sorpresa trovare in un autore italiano (ma non è l’unico, altri finiranno in questo blog …) una vena così ... “americana”.



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domenica 13 gennaio 2008

Primeval: la porta sul passato


Sono bravi questi inglesi.
Il vecchio cult UFO era una produzione inglese.
La prima stagione di Spazio 1999 , quella migliore, era produzione inglese.
I Sopravvissuti era produzione inglese.
E ancora una volta l’Inghilterra si presenta sul piccolo schermo degli appassionati di fantascienza con una breve (6 episodi nella prima stagione, sette nella seconda ancora non trasmessa) ma significativa produzione.
Una idea originale – anche se per i più pignoli potrebbe richiamare quella di Stargate - permeata di quel sottile humor tutto britannico che circonda molte delle produzioni provenienti da Albione.
Siamo nella Londra contemporanea.
All’improvviso si verificano casi inspiegabili di distruzioni e morte.
Un gruppo assortito di persone - uno scienziato (Nick Cutter interpretato da Douglas Henshall) , il suo giovane assistente (Stepehn Hart/James Murray), una zoologa esperta di rettili (Abby Maitland/Hannah Spearrit), uno studente scombinato (Connor Temple/Andrew-Lee Potts), una funzionaria del ministero degli interni (Claudia Brown/Lucy Brown tra l’altro designata come la più bella attrice inglese del 2007) e il suo arrogante capo (Sir James Peregrine Lester/Ben Miller) - scoprono che, misteriosamente, si aprono dei tunnel che consento di passare dal passato al presente e viceversa.
Dal passato arrivano quindi animali ferocissimi ed altri simpaticamente innocui.
In parallelo si scopre che la moglie (Helen Cutter/Juliet Aubrey) dello scienziato – creduta morta da alcuni anni – ha invece preferito scomparire per continuare le sue ricerche tra il passato e il presente.
A causa di queste “anomalie”, arriva però anche un animale dal futuro, ancora più pericoloso che, a fatica, i nostri protagonisti riescono a neutralizzare.
La prima serie si conclude con lo scienziato che ritorna dal passato e scopre che qualcosa è stato modificato nella cronologia della storia, perché la funzionaria del ministero dell’interno (di cui si era nel frattempo invaghito, ricambiato: una piccola love story è come una spezia in cucina) non c’è più e gli altri che erano rimasti ad attenderlo nel presente negano sia mai esistita.
La prima stagione è stata trasmessa su Jimmy, due episodi ogni venerdì dal 28 dicembre 2007 e al momento non ho trovato alcuna indicazione sulla messa in onda della seconda serie.
Ecco comunque un’altra caratteristiche che Primeval ha in comune con almeno un’altra serie inglese di successo.
Anche i Sopravvissuti furono trasmessi, in prima battuta, da una emittente “secondaria” (all’epoca la Televisione della Svizzera Italiana visibile solo al Nord) per poi essere ripresa dalla Rai (e ancora, in Italia, si attende la terza e ultima serie, nonché il dvd in italiano …).
Chi non avesse visto Primeval e fosse appassionato di questo genere di telefilm seriale, può comunque approfittare delle abbondanti repliche che Jimmy trasmette nottetempo.





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