mercoledì 11 giugno 2008

Un numero da collezione

Da sabato scorso è disponibile (credo in poche copie limitate essendo la tiratura quasi per intero venduta su prenotazione) edito dalla Elara Libri (Via Fossolo 10 Bologna) il numero 50 di Futuro Europa.
Futuro Europa è la rivista/libro che contiene solo fantascienza europea.
Non si può dire che non sia un volume di spessore: 4,5 cm. per oltre 700 pagine a due colonne, con gli stessi caratteri dei precedenti numeri.
Descrivere l’impressione che fa ricevere questo volume (il mio marcato con il numero progressivo “90”) non è facile.
Uno si reca presso la Redazione della Elara pensando di ritirare una rivista e torna a casa con un volume di romanzi, racconti e saggistica delle dimensioni di un piccolo dizionario.
Considerato che la Elara ha deciso di fare questo volume extra abbonamento e su prenotazione e che, a quanto pare, sono rimaste poche copie non prenotate (stampate penso per “arrotondare” il numero delle copie) è facile capire che il numero 50 di Futuro Europa diventerà un pezzo da collezione.
Per le dimensioni.
Perché mai rivista di fantascienza esclusivamente europea era stata così longeva.
Perché rappresenta la “summa” di un lavoro decennale che la Perseo prima e la Elara poi ha portato avanti.
Farei un torto all’intelligenza di chi mi leggesse se dicessi di aver già letto tutto.
Anzi, sono appena all’inizio, al primo romanzo breve.
Sfogliando però i titoli e gli autori, credo che arriverò alla fine a dare un giudizio di solo parziale condivisione delle scelte della Redazione, esattamente come per gli altri numeri di Futuro Europa.
Il mio è il classico giudizio di chi non ama la fantascienza cervellotica, quella che vuole fare comunque scandalo, lanciare messaggi particolari, mentre amo la fantascienza spaziale, quella avventurosa, quella che racconta, senza pretese di salvare il mondo o di insegnare qualcosa, una bella storia, quella che racconta di come l’Umanità può risorgere dopo le distruzioni da se stessa provocate.
Futuro Europa, ospitando autori europei molto più intimisti, sociologi ed esistenzialisti di quelli anglo sassoni (a proposito: nella rivista per “fantascienza europea” si esclude quella inglese …) ci porta a leggere, non sempre, ma un po’ troppo spesso per i miei gusti, quel tipo di storie.
Ma se è giunta al numero 50, vuol dire che ha un suo pubblico e mi sembra giusto che una Casa Editrice specializzata nel settore offra un panorama a 360 gradi di quello che è la fantascienza.
Infatti l’altra rivista/libro, la storica Nova SF*, pubblica romanzi e racconti che condivido almeno per due terzi, così come i romanzi pubblicati nelle collane Biblioteca e Narratori.
Così il lettore può scegliere, può sperimentare, può, se vuole, scoprire qualche nuovo autore in altri modi sconosciuto.
E il numero 50 di Futuro Europa ci consente un ampio assaggio di quel che è la fantascienza europea oggi.


Entra ne

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Effettivamente, questo mega-volume di Futuro Europa è interessante proprio per il suo proporsi come uno stato dell'arte nel 2008 della fantascienza europea. L'aspetto avventuroso-fantastico-immaginativo della sci-fi è importante, ma non chiudiamo a opere più particolari se non dichiaratamente sperimentali.
Importante poi in questo volume l'attenzione rivolta anche all'illustrazione europea: segnalo il mio racconto che vive non solo del testo ma in simbiosi con le tavole di Roberto Bonadimani che dal mio racconto hanno avuto origine ("Il viaggio di Capitan Aosta").
Ciao, Alberto Henriet

Massimo ha detto...

Alberto, il tuo racconto è a pagina 360, al momento sono fermo a pag. 159 ... :-)
A parte questo, condivido sostanzialmente il tuo commento. Futuro - e l'attività della "triade" Libra-Perseo-Elara, è importante perchè consente una visione a 360 gradi della fantascienza. Poi, evidentemente, ognuno predilige quel che è più conforme alla sua natura.