domenica 21 novembre 2010

Un canale tv per la fantascienza

Da un paio di settimane Sky offre una decina di canali in più, tra i quali Axn Sci Fi.
Che dire di questa novità ?
Comunque positiva, riprende telefilm di genere, anche se alcuni passano per la quinta o sesta volta e non credo che tutti siano “cultori” delle repliche – purchè i programmi siano piaciuti – come me.
Alcune scelte sono discutibili, come quella di replicare i film di Star Trek al sabato, in concomitanza con la programmazione di Fox Retro che prevede la serie classica proprio di Star Trek che impone una dolorosa scelta sul cosa registrare.
Un certo ordine non guasterebbe, così, sempre per Star Trek, vedo che viene proposta “The Next Generation” e, a seguire, Voyager saltando a piè pari Deep Space Nine ( anche se, a mio parere, DSN è la peggiore tra tutte le stagioni di Star Trek).
Ma va premiata la volontà che, dopo tre anni di annunci, solo ora vede la luce il canale dedicato alla fantascienza.
E’ pensabile che, nel futuro, la programmazione possa assumere caratteristiche più gratificanti per gli appassionati, con anche inediti che non hanno trovato in passato passaggi nelle televisioni italiane.
Certo è che con il passaggio dall’analogico al digitale terrestre e la combattività di Sky nel proporre sempre nuove offerte tematiche e non, noi telespettatori abbiamo vaste opportunità di scelta, per tutti i gusti … finchè dura !



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martedì 19 ottobre 2010

Total recall 2070

Chi si ricordasse il film con Arnold Swarzenegger e Sharon Stone farebbe meglio a non guardare la sua trasformazione in episodi televisivi (Fantasy, piattaforma Sky canale 132, tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 21).
Analogamente dovrebbe fare chi avesse in mente il racconto di P.K. Dick.
Io sono riuscito a guardare, forzando la mia natura, i primi tre episodi, poi ho lasciato perdere.
Sarà perchè non apprezzo in genere i telefilm con ambientazioni scure, sarà perchè mi irritano (nella televisione come nella vita reale) i personaggi e le persone troppo contorte, piene di dubbi, indecise a tutto, ma quel telefilm non è proprio nelle mie corde.
Peccato perchè l’idea poteva essere sviluppata per un giallo fantascientifico che, pur allontanandosi di molto dal racconto di Dick, però avrebbe contrassegnato un filone di cui ho scarsa memoria (al momento mi sovviene solo il film “Atmosfera Zero”, degli anni settanta con Sean Connery).
Gli autori hanno invece, almeno stando a quel che ho visto, voluto propinarci un telefilm di fantascienza sociologica.
Peccato, perchè Fantasy ha indubbi meriti nel proporre fantascienza.
Così registriamo con interesse l’informazione per cui dall’8 novembre Axn aprirà un nuovo canale (ho letto il 133 della piattaforma Sky) in cui trasmetterà solo fantascienza: non si può che apprezzare e magari la concorrenza migliorerà anche le proposte.



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sabato 18 settembre 2010

E. C. Tubb

Leggo solo ora che otto giorni fa è deceduto uno dei principali autori di fantascienza: Edwin Charles Tubb, nelle copertine dei libri, E. C. Tubb.
Se scrivo: Spazio 1999, riesco già a far comprendere la dimensione di questo autore che, deceduto a quasi novantun anni, è stato uno dei più prolifici, con una bibliografia immensa.
Spazio 1999 , il famoso telefilm anni settanta è, infatti un prodotto della fantasia di Tubb e fornisce già una idea della genialità di un autore che non aveva alcuna pretesa di "mandare messaggi", ma scriveva storie sempre affascinanti e mai noiose.
Se Spazio 1999 è sicuramente il successo certificato dalla televisione, è necessario ricordare almeno la saga di Dumarest come una opera nella quale troviamo tutto il Tubb e tutto quel che, almeno personalmente, amo trovare nella fantascienza.
Avventura, spazio immenso e sconosciuto, nuovi mondi e varia umanità.
La saga di Dumarest è composta da 33 romanzi e racconta delle vicende di questa persona, Dumarest, che scappato da piccolo, come clandestino, dalla Terra, adesso è spinto a tornarvi ... ma non sa dove si trova, perchè nei suoi viaggi si è spinto talmente lontano che della Terra si è perso il ricordo ...
Molti romanzi sono stati pubblicati negli anni, ma solo da due anni una piccola e specializzata casa editrice di Bologna , la Elara , ha iniziato la pubblicazione organica dei romanzi, con successione cronologica, e l'idea di pubblicare l'intera saga in otto volumi, ognuno dei quali contenente quattro romanzi (l'ultimo cinque).
Per ora sono usciti tre volumi e dovrebbe essere in stampa il quarto, cioè sono arrivati a metà saga.
Il direttore editoriale, Ugo Malaguti, uno dei "monumenti" della fantascienza italiana, vorrebbe terminare la pubblicazione dell'intera saga prima del 21 dicembre 2012 così, mi ha detto, verremo a sapere se Dumarest torna sulla Terra, prima della annunciata fine del mondo ...


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martedì 31 agosto 2010

L’Enterprise ricomincia il suo viaggio tra le stelle

Sabato 4 settembre su Fox Retro ricomincia il viaggio dell’astronave Enterprise alla ricerca di strani, nuovi mondi, altre forme di vita e di civiltà.
Per molti sarà un piacevole ritorno al futuro, per altri, i più giovani, una scoperta.
Per tutti uno stimolo per sognare.
Noi Italiani abbiamo potuto appassionarci alle avventure del capitano Kirk e del signor Spock solo con una ventina di anni di ritardo, la serie infatti, la prima, originale, indimenticabile stagione, risale agli anni sessanta e da noi è arrivata negli ottanta, grazie alle televisioni libere.
Come altre serie televisive di fantascienza ci fu offerta in un contesto diverso da quello che poteva essere all’origine, quando l’imminenza e poi lo sbarco dell’Uomo sulla Luna, stimolava il sogno di una Umanità protesa alla conquista dello Spazio più profondo.
Molti esegeti raccontano che Star Trek è “diversa, perchè vorrebbe lanciare un messaggio di fratellanza universale.
Personalmente non credo a chi cerca nel divertimento un significato più profondo di quello che appare.
Non c’è serie, non c’è romanzo di fantascienza che non contenga, nei pensieri del protagonista, l’aspirazione alla tranquillità, alla pace, alla libertà.
Ma sono beni che il protagonista di turno deve conquistarsi, armi in pugno.
E se proprio vogliamo trovare un messaggio, allora lo possiamo individuare nel vecchio proverbio Romano: si vis pacem, para bellum.
Oserei dire un sostegno, con quaranta anni di anticipo, alla operazione “Enduring Freedom”lanciata dal Presidente Bush dopo l’aggressione dei fondamentalisti islamici dell’11 settembre 2001.
Nel 2003, infatti, circolava una barzelletta con Saddam, ormai condannato a morte, che chiedeva, come ultimo desiderio, di porre una domanda al vincitore, il Presidente Bush. Accontentato, Bush si reca in visita a Saddam che gli chiede: "perchè in Star Trek ci sono uomini e donne, bianchi e negri, asiatici e africani, russi e alieni, ma manca un arabo, un musulmano ?". Lapidaria la risposta di Bush: "perchè è ambientato nel futuro" ...
Star Trek ha fatto sognare ed è anche stato un business che continua.
I “Trekkers”sono uno dei gruppi di appassionati di fantascienza più attivo e organizzato, anche in Italia.
Qualcuno critica queste persone che “perdono” il loro tempo ad organizzare “convention” per vestirsi come nei telefilm e, magari mettersi le orecchie a punta.
Ma, a parte il fatto che è sempre meglio essere così originali da mettersi le orecchie a punta che fare i delinquenti devastando le città e lanciando estintori contro i Carabinieri, ognuno, del suo tempo libero e dei suoi soldi ha il diritto di fare quello che vuole, per trarne il maggior beneficio psicologico e il più ampio appagamento purchè non danneggi il prossimo.
E Star Trek è una serie che fa sognare e sognando restiamo vivi, giovani e proiettati verso il futuro.
Triste è la vita di chi non è più capace di sognare e di farsi trasportare sulle ali della fantasia laddove nessun uomo è mai giunto prima.


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domenica 22 agosto 2010

Buon compleanno, Bradbury

Ray Bradbury compie 90 anni.
Una bella età per chiunque, quindi auguri, doppi, per l'uomo e per lo scrittore.
Su Ray Bradbury, autrore, tra l'altro, dei celebratissimi Farenheit 451 e Cronache Marziane, si possono trovare decine di biografie e bibliografie in rete.
Mi piace dunque ricordarlo per un aspetto, forse trascurato, che troviamo nelle sue opere e che trovo confermato dalle sue dichiarazioni in occasione del compleanno.
In Farenheit 451 vediamo come, una società massificata, veda nei libri uno stimolo per un "pericoloso" individualismo.
In Cronache Marziane lo spirito individualista è esaltato dai partecipanti alle prime spedizioni e dai coloni.
Oggi leggo che Bradbury, oltre a criticare computer e cellulari, denuncia la eccessiva presenza del governo nella vita degli Americani e dice che ci vorrebbe una rivoluzione in singolare sintonia con i Conservatori Repubblicani del Tea Party.
Novanta anni, ma ancora con la voglia di sognare la Luna ("dovevamo restarci") da cui spiccare il volo verso la "sua" Marte e poi conquistare le stelle, lontano in quello "spazio, ultima frontiera" per "esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare dove nessuno è mai giunto prima.".
Auguri Ray Bradbury: è bello vedere che si può continuare a sognare anche a 90 anni, perchè solo continuando a sognare possiamo sperare che l'Umanità continui a progredire, ponendosi traguardi sempre più alti e, una volta raggiunti, spiccare un balzo verso altri e nuovi traguardi.
Il tutto, naturalmente, grazie all'Individuo, non certo ad un malinteso egalitarismo che non è altro che massificazione e livellamento verso il basso.


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venerdì 20 agosto 2010

Andromeda

No, non è un aggiornamento del post nel quale ho già trattato del mitico sceneggiato tutto Italiano anni settanta “A come Andromeda” , ma del telefilm, tutto americano, anni duemila (2000-2005).
Ho scoperto di recente Andromeda che viene trasmesso su Fantasy in varie ore, anche se l’appuntamento per il mio registratore è alle 20 dal lunedì al venerdì.
Non so se, in precedenza, siano stati già trasmessi tutti gli episodi che compongono le cinque stagioni del telefilm, al momento siamo a metà della terza stagione.
Il creatore è quello stesso Gene Roddenberry che ha al suo attivo il colosso della fantascienza televisiva, Star Trek (che, se ho ben compreso la pubblicità in onda in questo periodo, dovrebbe vivere una nuova stagione di trasmissioni a settembre su Fox Retro).
Lo zampino di Roddenberry si vede nella ambientazione (una astronave come in Star Trek) e nella caratterizzazione dei personaggi (il Capitano umano e intelligente, il mercenario grezzo ma ottima spalla ...).
Come in tutti i telefilm americani vengono rigorosamente rispettate le “quote”: bianchi e negri, uomini e donne.
La vicenda inizia con un gruppo di avventurieri che cercano di recuperare il relitto di una imponente astronave, la Andromeda Ascendant (dotata di intelligenza artificiale che si manifesta visrtualmente ma anche con un personaggio femminile in carne e ossa in qualità di andriode) appunto, della defunta Confederazione, bloccata ai margini di un buco nero.
Non sanno che proprio per essere ai margini del buco nero, l’unico membro dell’equipaggio presente (gli altri erano stati evacuati mentre la loro astronave si avvicinava al buco nero) ha trascorso gli ultimi trecento anni come se fosse passato un solo secondo.
Così, traendo l’astronave al di fuori dell'anomalia, anche il Capitano Dylan Hunt riprende a vivere secondo la scansione ordinaria del tempo.
Inutile dire che gli avventurieri, capitanati da una donna, abile pilota, formeranno il nuovo equipaggio della Andromeda e cominceranno tutta una serie di avventure che hanno come finalità la ricostruzione della Confederazione, distrutta 300 anni prima da una sanguinosa guerra contro i Nietzscheani, umani “ogm” divenuti superuomini con l’ingegneria genetica.
Al momento (metà della terza stagione) la Confederazione è risorta, dopo mille traversie, anche se è ben lungi dall’aver ripreso il posto che aveva trecento anni prima, ma nubi dense di pericoli si stanno avvicinando ...
L’idea è buona ed è anche resa in modo gradevole con un ritmo adatto allo spettacolo.
Mi auguro che la quarta e quinta stagione non cadano nel misticismo, come è avvenuto per Babylon 5 , ottimo telefilm, che purtroppo si è perso nel finale con la forzatura di introdurre un “messaggio” per il pubblico che, invece, cerca solo di trascorrere un’ora piacevole in compagnia di storie fantastiche.
Gli attori sono a me sconosciuti ma, forse anche grazie al doppiaggio che, tradizionalmente, in Italia è reso con grande abilità e professionalità, sembra siano all’altezza anche di ruoli più impegnativi.
Posso sicuramente consigliarlo a chi, stanco delle varie trasmissioni su pacchi e pacchetti, o della forzata comicità dei Greggio e degli Iacchetti, vuole cenare guardandosi contemporaneamente un qualcosa di gradevole e che non viene compromesso nella sua comprensione se anche si perde qualche battuta o qualche puntata.


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