venerdì 20 agosto 2010

Andromeda

No, non è un aggiornamento del post nel quale ho già trattato del mitico sceneggiato tutto Italiano anni settanta “A come Andromeda” , ma del telefilm, tutto americano, anni duemila (2000-2005).
Ho scoperto di recente Andromeda che viene trasmesso su Fantasy in varie ore, anche se l’appuntamento per il mio registratore è alle 20 dal lunedì al venerdì.
Non so se, in precedenza, siano stati già trasmessi tutti gli episodi che compongono le cinque stagioni del telefilm, al momento siamo a metà della terza stagione.
Il creatore è quello stesso Gene Roddenberry che ha al suo attivo il colosso della fantascienza televisiva, Star Trek (che, se ho ben compreso la pubblicità in onda in questo periodo, dovrebbe vivere una nuova stagione di trasmissioni a settembre su Fox Retro).
Lo zampino di Roddenberry si vede nella ambientazione (una astronave come in Star Trek) e nella caratterizzazione dei personaggi (il Capitano umano e intelligente, il mercenario grezzo ma ottima spalla ...).
Come in tutti i telefilm americani vengono rigorosamente rispettate le “quote”: bianchi e negri, uomini e donne.
La vicenda inizia con un gruppo di avventurieri che cercano di recuperare il relitto di una imponente astronave, la Andromeda Ascendant (dotata di intelligenza artificiale che si manifesta visrtualmente ma anche con un personaggio femminile in carne e ossa in qualità di andriode) appunto, della defunta Confederazione, bloccata ai margini di un buco nero.
Non sanno che proprio per essere ai margini del buco nero, l’unico membro dell’equipaggio presente (gli altri erano stati evacuati mentre la loro astronave si avvicinava al buco nero) ha trascorso gli ultimi trecento anni come se fosse passato un solo secondo.
Così, traendo l’astronave al di fuori dell'anomalia, anche il Capitano Dylan Hunt riprende a vivere secondo la scansione ordinaria del tempo.
Inutile dire che gli avventurieri, capitanati da una donna, abile pilota, formeranno il nuovo equipaggio della Andromeda e cominceranno tutta una serie di avventure che hanno come finalità la ricostruzione della Confederazione, distrutta 300 anni prima da una sanguinosa guerra contro i Nietzscheani, umani “ogm” divenuti superuomini con l’ingegneria genetica.
Al momento (metà della terza stagione) la Confederazione è risorta, dopo mille traversie, anche se è ben lungi dall’aver ripreso il posto che aveva trecento anni prima, ma nubi dense di pericoli si stanno avvicinando ...
L’idea è buona ed è anche resa in modo gradevole con un ritmo adatto allo spettacolo.
Mi auguro che la quarta e quinta stagione non cadano nel misticismo, come è avvenuto per Babylon 5 , ottimo telefilm, che purtroppo si è perso nel finale con la forzatura di introdurre un “messaggio” per il pubblico che, invece, cerca solo di trascorrere un’ora piacevole in compagnia di storie fantastiche.
Gli attori sono a me sconosciuti ma, forse anche grazie al doppiaggio che, tradizionalmente, in Italia è reso con grande abilità e professionalità, sembra siano all’altezza anche di ruoli più impegnativi.
Posso sicuramente consigliarlo a chi, stanco delle varie trasmissioni su pacchi e pacchetti, o della forzata comicità dei Greggio e degli Iacchetti, vuole cenare guardandosi contemporaneamente un qualcosa di gradevole e che non viene compromesso nella sua comprensione se anche si perde qualche battuta o qualche puntata.


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