sabato 16 luglio 2011

Falling Skies

Preceduta da una imponente campagna pubblicitaria, dall’inizio di luglio il canale Fox di Sky trasmette la serie “Falling Skies”.
La trama è semplice e classica.
La Terra è stata invasa da mostri alieni che ne hanno distrutto la civiltà e catturato molti sopravvissuti per farne degli schiavi.
Si oppongono agli alieni altri sopravvissuti ancora liberi, con azioni di guerriglia.
Naturalmente ci sono storie personali, amori, famiglie, tradimenti, odi, perfidie.
Il soggetto richiama altri prodotti: Indipendence Day, La guerra dei mondi, ma anche Battlestar Galactica, Visitors, fino a soggetti similari (la fine del mondo conosciuto e una pattuglia di sopravvissuti) come la serie televisiva anni settanta I Sopravvissuti e quella più recente Jerico.
Le variazioni sul tema possono essere molteplici pur avendo alla base il canovaccio classico: fine del mondo, resistenza, vittoria finale.
Non so se Falling Skies vi si atterrà, ho finora guardato i primi tre episodi e non sono certo di guardare anche i prossimi.
Non ne sono certo perché il prodotto mi sembra sopravvalutato, probabilmente per la firma “nobile” di Steven Spielberg, ma a differenza delle altre serie citate, mi sembra manchi di ritmo, di pathos, di spunti innovativi, di tensione.
E’ tutto talmente prevedibile da essere deludente e preferirgli una terza o quarta visione di Battlestar Galactica o dei Sopravvissuti inglesi anni settanta.
Da alcuni passaggi che ho visto, poche sequenze, pochi dialoghi, temo anche che Spielberg arrivi a voler pontificare con un “messaggio” buonista e non vorrei alla fine trovarmi con il solito relativismo di sinistrae nichilista che non tutti gli alieni sono cattivi, da tradurre in chiave attuale.
Se così fosse, la parabola di Spielberg, ai miei occhi, sarebbe completa e la sua firma non sarebbe più una garanzia di spettacolo, ma, anzi,del suo contrario.
Sospendo comunque il giudizio finale fino a che – non è detto che sia seguendo la programmazione attuale perché ho poca voglia di annoiarmi solo per terminarne la visione – non avrò potuto guardare altri episodi.


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venerdì 7 gennaio 2011

Andromeda quinta stagione

Ho già scritto della serie “Andromeda”, prodotta da Gene Roddenberry, lo stesso creatore di Star Trek.
Con il nuovo anno e dopo una serie infinite di repliche delle prime quattro stagioni, il canale satellitare Fantasy ha iniziato a programmare la quinta e ultima stagione.
I protagonisti sono sempre gli stessi dal capitano Dylan Hunt alla eterea Trance Gemini, dalla virago Beka Valentine al geniale nerd Simus Harper fino al niciano Radek già nell’equipaggio della quarta stagione ed una nuova andrioide (che poi sembra sempre la stessa ma con diverso interprete).
I primi episodi descrivono la vita dopo il passaggio nella porta delle Ere e la battaglia contro i Magog.
I primi episodi sono decisamente poco accattivanti.
Sembra che, come già abbiamo visto per Babylon 5, nella quinta stagione si fossero esaurite le idee e per sopperire alla loro mancanza si sia voluto trasformare un prodotto essenzialmente fondato sulla avventura spaziale, in un cerebrale trattato filosofico sulla vita e la morte e sulla moltepplicità degli universi.
Ovviamente c’è il tempo per recuperare e far tornare a viaggiare l’Andromeda negli spazi profondi e dare corpo alla riscossa della Confederazione contro i Magog, ma l’inizio di questa quinta stagione è decisamente sotto tono e temo che la sceneggiatura non migliorerà di molto.
E forse si capisce perchè la quinta è stata anche l’ultima stagione di Andromeda.


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